SUSINI PROF. TOMMASO PROFESSORE GINECOLOGIA E OSTETRICIA UNIVERSITÀ DI FIRENZE

SUSINI PROF. TOMMASO PROFESSORE GINECOLOGIA E OSTETRICIA UNIVERSITA' DI FIRENZE

ginecologo

Il seno è un organo di grande importanza nella vita della donna sia per il suo ruolo centrale nell’allattamento, che per la sua forte valenza estetica e come simbolo di femminilità. Nelle diverse età della donna la mammella va incontro a modificazioni fisiologiche, in relazione al suo stato funzionale e ai processi naturali dello sviluppo e della senescenza ma può essere interessata anche da malattie più o meno gravi, la più temibile delle quali è il carcinoma della mammella. Spesso modificazioni di consistenza, nodularità e dolore al seno sono fonte di preoccupazioni e di ansia per la donna. Il ginecologo-senologo è la figura di riferimento per le donne in tutte queste situazioni, con il compito di chiarire ogni dubbio, fugare le ansie immotivate, ma anche riconoscere prontamente e trattare i casi patologici.

Approfondimenti

  • Mastopatia fibrocistica e Fibroadenoma
  • Carcinoma della mammella

- Chirurgia conservativa (Quadrantectomia)

- Mastectomia

Mastopatia fibrocistica e Fibroadenoma

La mastopatia fibrocistica  non è una malattia, ma una condizione molto frequente che interessa le donne in età fertile e in peri-menopausa e si caratterizza per la presenza di addensamenti ghiandolari più marcati e dolenti nella fase premestruale. Talora si può manifestare anche con la comparsa di cisti di dimensioni maggiori, magari ad insorgenza improvvisa, che si possono apprezzare come noduli teso-elastici più o meno dolenti alla palpazione.

Il Fibroadenoma mammario  è un’altra condizione benigna di frequente riscontro che si manifesta spesso in età fertile come un nodulo mammario mobile e a limiti netti. La rimozione chirurgica è indicata solo se raggiunge dimensioni considerevoli (2,5-3 cm), se tende a crescere o se deforma il profilo della mammella.

Queste condizioni non hanno alcuna relazione con il carcinoma della mammella e non rappresentano un fattore di rischio per il suo sviluppo. La presenza di nodularità benigne può tuttavia rendere più difficile la scoperta di un nodulo maligno quando questo si dovesse sviluppare. Ogni volta che la donna si accorge di avere una nodularità al seno è opportuno che si rivolga al proprio medico ginecologo e che questi valuti la necessità di eventuali accertamenti (Ecografia, Mammografia)

carcinoma alla mammella

Quadrantectomia dopo chemio per tumore avanzato

INTERVENTI CONSERVATIVI (Quadrantectomia)

 

Dalla fine degli anni ’80 grazie agli studi di Veronesi è stato riconosciuto che per guarire un carcinoma di piccole dimensioni un intervento conservativo ( Quadrantectomia ) associato alla radioterapia sulla mammella operata aveva la stessa efficacia della mastectomia radicale. Ovviamente questo tipo di interventi hanno un impatto infinitamente minore sulla psicologia delle pazienti, permettendo di mantenere quasi inalterata la loro immagine corporea. Nel corso degli anni l’ampiezza dell’intervento è stata progressivamente ridotta senza compromettere la sicurezza e oggi in molti casi è sufficiente l’asportazione del nodulo maligno con un margine di tessuto sano ( Tumorectomia ) a tutto vantaggio del risultato estetico. Si sono inoltre perfezionate le tecniche chirurgiche rispettose non solo della sicurezza oncologica ma anche del mantenimento di un aspetto gradevole del seno, secondo i principi della chirurgia plastica, sviluppando quella che prende il nome di chirurgia oncoplastica . In alcuni casi, in presenza di tumori di grandi dimensioni che richiederebbero la mastectomia, è possibile far precedere l’intervento chirurgico da alcuni cicli di chemioterapia ( chemioterapia neoadiuvante ) ottenendo una notevole riduzione fino a volte alla scomparsa del tumore stesso, rendendo possibile un intervento conservativo.

Anche per quanto riguarda l’asportazione dei linfonodi ascellari, un tempo ritenuta irrinunciabile ma spesso fonte di complicanze sgradevoli quali dolori, riduzione dei movimenti del braccio o linfedema (braccio gonfio) le cose sono molto cambiate. L’introduzione della biopsia del linfonodo sentinella  ha permesso di evitare un gran numero di svuotamenti ascellari, riducendo tantissimo l’incidenza di temibili complicanze.

Mastectomia con conservazione capezzolo e ricostruzione

MASTECTOMIA 

Ancora oggi vi sono pazienti in cui, per l’estensione del tumore o per il volume relativamente piccolo della mammella da operare, non è proponibile un intervento conservativo e rimane necessaria l’ asportazione completa della mammella ( Mastectomia ). Anche in questi casi tuttavia si sono compiuti grandi progressi e attualmente si offre sempre alle pazienti una ricostruzione immediata della mammella, nel corso dello stesso intervento, specialmente nelle fasce di età più giovani, in modo che le donne non provino mai la sensazione di mutilazione tipica della mastectomia tradizionale. Le tecniche di ricostruzione sono varie e possono ricorrere all’uso di protesi simili a quelle usate negli interventi di chirurgia estetica, ovvero possono usare lembi di tessuto della paziente stessa. Il progresso maggiore degli ultimi anni in questo campo è stato rappresentato dal superamento dell’ultimo tabù oncologico, cioè al riconoscimento della sicurezza della conservazione del capezzolo quando vi sia una distanza sufficiente fra questo e il tumore. Si effettuano oggi spesso mastectomie con conservazione del complesso areola-capezzolo e della cute mammaria che offrono risultati estetici estremamente buoni, un tempo impensabili, pur garantendo una sicurezza oncologica analoga a quella di interventi più demolitivi

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